CAMPO ITALIANO

aggiornamento 10-12-2025

Conoscete tutti Campo Italiano, che da anni seguiamo ad Adua. Si tratta di due lunghi capannoni dell’epoca fascista, circa 13×32 metri ciascuno, dove vivono quaranta famiglie in condizioni estremamente fragili. Gli “appartamenti” non sono appartamenti: sono baracche di legno, plastica, lamiera, teli. La miseria è totale. Molte persone sono ridotte a pelle e ossa. La situazione da affrontare include molti fronti dei quali adesso parliamo.

Il primo intervento di GASMUHA (2018)

Quando arrivammo la prima volta trovammo il tetto completamente marcio.
Durante la stagione delle piogge l’acqua cadeva letteralmente sulla testa delle persone. Impossibile vivere in quelle condizioni.

In tre — Janusz, Stefania e Maurizio — abbiamo progettato e finanziato una nuova copertura: onduline metalliche da 2 m², chiodi, una squadra locale. Abbiamo rifatto l’intero tetto.

Oggi, otto anni dopo, la copertura tiene perfettamente e ha salvato la struttura di legno, evitando danni ulteriori ai muri. Nella sua semplicità, si è trattato di un intervento vitale per i nostri amici che vivono lì.

Perché siamo stati lontani

Dopo quell’intervento, i contatti si sono interrotti. Asaye, il nostro fixer, dopo aver ricevuto fondi per fornire acqua a una scuola dell’altopiano — dove avevamo già installato una cisterna da 10.000 litri e lavandini — è scomparso.

Poi è arrivata la prima guerra nel Tigray (2020), poi la seconda guerra (2022).
Per noi non era più possibile comunicare. Siamo potuti tornare solo nel gennaio 2025, reagendo alla notizia che Wayni aveva ricevuto una visita dagli eritrei che avevano distrutto tutto.
Da lì si è riaperto il canale di comunicazione con Asaye che ci ha raccontato storie lacrimevoli e abbiamo ripreso a seguire Campo Italiano.

Cosa abbiamo trovato al ritorno (2025)

Esattamente la stessa miseria del 2018. Le stesse baracche, la stessa fragilità sociale, le stesse persone senza cibo sufficiente, senza servizi, senza acqua continua.
L’unica cosa rimasta solida era il tetto rifatto da noi.

Per il resto la situazione era immutata.

Da qui ipotizziamo di agire, e di passare finalmente all’attuazione di due interventi: acqua + pollai. Come leggerete si è aggiunta una terza linea di intervento da valutare e approvare.

TRE NUOVI INTERVENTI PER CAMPO ITALIANO da approvare

1. Sicurezza idrica — serbatoio da 5.000 litri

Un’altra ONG ha costruito 4 bagni e 4 docce, ma l’acquedotto porta acqua ogni tre giorni. Risultato: è difficile lavarsi, difficile pulire, difficile mantenere dignità. È complicato persino utilizzare i servizi igienici.

Ipotesi di intervento:

  • installare un serbatoio da 5.000 litri,
  • collegamento al punto acqua esistente,
  • riempimento automatico
  • disponibilità continua.

Obiettivo: igiene, salute, dignità minima.

(Nota operativa: trattandosi di un intervento molto piccolo e già discusso, l’acquisto dei materiali è già in corso; idraulico e muratore sono stati allertati per la base in pietra e cemento; il preventivo è atteso in linea con quanto già ipotizzato.)

2. Pollai comunitari — cibo + reddito

Claim strategico: Fermiamo la fame. Così fermiamo i barconi.

Tema centrale di GASMUHA: creare micro-economia, non dipendenza.

Ipotesi già ampiamente discussa: realizzare due pollai comunitari negli spazi sicuri dietro i capannoni.

Procedura autorizzativa semplificata: Visti i continui problemi autorizzativi, la strada identificata con i Salesiani è questa:

  • GASMUHA fornisce materiali e operai,
  • formalmente i lavori vengono realizzati dagli abitanti (con supervisione dei Salesiani),
  • evitando così conflitti con le autorità locali.

Perché è decisivo:

  • le uova sono importate e carissime: 22–23 birr l’una, equivalenti a 10–12 centesimi di euro, un prezzo lunare per chi vive qui;
  • produrle localmente significa nutrirsi e vendere;
  • anche solo a 18–20 birr cambierebbe tutto: sarebbe il primo reddito reale per molte famiglie.

I nostri timori che il mercato locale fosse già saturo sono risultati infondati: al contrario c’è grande penuria, di conseguenza i prezzi sono fuori dalla portata dei nostri amici.

3. Moduli abitativi interni — 3×5 metri, pareti solide

Le attuali baracche interne verrebbero sostituite da moduli abitativi semplici ma veri:

  • pareti alte 3 metri,
  • una porta per famiglia,
  • stanze da 3×5 metri,
  • piccolo upgrade elettrico per garantire luce stabile.

Obiettivo: dignità abitativa, sicurezza (anche sanitaria), privacy, protezione dal clima.

La logica complessiva

Questi tre interventi costituiscono un upgrade reale per le quaranta famiglie di Campo Italiano:

  1. Acqua → salute, dignità
  2. Casa → stabilità, protezione
  3. Pollaio → cibo + reddito → autonomia

Dentro una visione semplice e forte:

Fermiamo la fame. Così fermiamo i barconi.

Conclusione

Questa, in sintesi, è la proposta sul tavolo, da discutere e approvare, per affrontare finalmente la situazione di Campo Italiano e portare a termine ciò che GASMUHA ha iniziato anni fa.

Grazie alla collaborazione dei Salesiani, questi interventi sono realizzabili rapidamente (acqua entro 3-4 giorni) e costituiscono tre “successi veloci” comunicabili con iCrossing.

La quantificazione dei costi è in corso di elaborazione: nei prossimi 2–3 giorni avremo i calcoli definitivi, un progetto scritto bene da parte dei Salesiani e potremo passare alla fase operativa.

Grazie per l’attenzione

Janusz