Mission — Gasmuha Empowerment Project Onlus

La nostra storia

“Nel 2004 c’è stata una conversione personale, da ladrone rimesso in libertà. Haiti è comparsa sui miei radar nel 2012, il compratore di TKT nel 2013, di conseguenza dalla mia azienda dal 2014. Nel 2015 c’è stata una guarigione da film, in seguito alla quale nel 2016 sono partito definitivamente per Haiti, alla ricerca di un luogo promesso. In un villaggio sul mare, indicibilmente povero, una bambinetta che aveva fame mi ci ha fermato per i successivi tre anni. Tornando in Italia nel maggio 2016 è morto l’amico profugo ruandese Gasinya Muhanyire, in luglio in suo nome è nata GasMuha. Dal villaggio mandavo diari notturni un po’ cinematografici, poteva sembrare di essere lì, qualcuno li leggeva. Nei mesi e anni c’è stato da fare e raccontare. Sono quasi morto per malaria, dengue, un volo in un pozzo, una rapina da raccontare ai nipoti. Nel 2018 si è aggiunta l’Etiopia, nel 2022 brevemente la Siria. Nel 2025, allo scadere dei nove anni, sono sorti alleati, organizzazione, piani strategici, una vera squadra.”

— Janusz Gawronski

Janusz Gawronski ad Haiti
Haiti

Come nasce Gasmuha

GASMUHA nasce nel 2016 dall’iniziativa di sette amici, dopo l’apertura di una strada verso un villaggio isolato di Haiti. Il nome, unico e privo di significato predefinito, è tratto dall’email di un amico ruandese scomparso: una scelta identitaria, non commerciale.

Dal 2016 a oggi abbiamo intermediato e investito mezzo milione di euro, raggiungendo 2.500 beneficiari diretti e 13.000 indiretti.

Ad Haiti abbiamo realizzato un sistema idrico solare completo, una rete urbana, una piazza coperta, abitazioni, una banca sementi, un ambulatorio medico e un dispensario farmaceutico. In Etiopia, dopo l’interruzione dovuta alla guerra nel Tigray, abbiamo ripreso nel 2025 con un progetto di filiera agroalimentare integrata (Egg Hub), in collaborazione con i Salesiani Don Bosco.

Oggi GASMUHA è in fase di consolidamento istituzionale: ingresso nel RUNTS, rinnovo della governance, rafforzamento della comunicazione e crescita della base volontaria.

Lo prendiamo dall’indirizzo email di un amico ruandese, Jean Chrysostome Muhaniyre, detto Gasynia, amato per decenni, morto poche settimane prima. Nasce GasMuha: inesistente, incomprensibile, intraducibile. Se lo si cerca online, esistiamo solo noi. Non volevamo un nome spiegato, ma uno generato.

Haiti: adottare un villaggio

Dal 2016 al 2020 sono anni di crescita intensa. Adottiamo di fatto Port de Bonheur, un villaggio di circa 600 persone. Un luogo dove è più facile dire cosa c’è che cosa manca.

Non c’erano: strade, acqua, fogne, veicoli, banca, energia, meccanizzazione, irrigazione. Solo gambe e asini.

Ci inseriamo in questo contesto, sorgono opere e competenze:

  • Un sistema di estrazione d’acqua da pozzo naturale, con energia solare
  • Un acquedotto con rete idrica urbana
  • Una piazza coperta e illuminata
  • Sei abitazioni
  • Una banca delle sementi
  • Un ambulatorio con medico stabile
  • Un dispensario con copertura farmacologica per l’80% delle patologie ricorrenti

In nove anni abbiamo investito mezzo milione di euro, raggiungendo 2.500 beneficiari diretti (200 € pro capite) e 13.000 indiretti.

Port de Bonheur, Haiti
Port-au-Prince

Contesti complessi

Ad Haiti siamo stati molto attivi anche nella capitale Port-au-Prince. Operare negli slum ha significato anche confrontarsi con realtà non istituzionali. Nel quartiere di Simon-Pelé, dove abbiamo realizzato una casa comunitaria, è stato necessario definire un equilibrio operativo con la locale gang, benigna o sanguinaria a seconda della loro percezione di utilità o pericolo.

Non è un dettaglio folkloristico, è il contesto. Abbiamo imparato che sviluppo significa anche saper stare dentro fragilità strutturali senza fingere che non esistano.

Crisi e resilienza

Nel 2018-2019 Haiti precipita: prima l’instabilità politica, poi il Covid, l’assassinio del Presidente, lo scontro fra gang. I due ultimi rientri in Italia a luglio e settembre 2019 implicano raggiungere l’aeroporto in moto, senza bagaglio, attraversando parecchie barricate in fiamme.

Inevitabilmente dal 2020 passiamo a lavorare da remoto, dirigendo risorse locali selezionate negli anni precedenti. Le opere continuano a funzionare perché le persone sanno governarle. Tocchiamo con mano che l’empowerment non è solo una parola di undici lettere.

Crisi Haiti
Etiopia

Etiopia: nuova espansione

Nel 2018 apriamo una presenza ad Adua, nel Tigray (Etiopia). Sosteniamo 40 famiglie vulnerabili, collaboriamo con una scuola. Nel 2020 e 2023 il Tigray è teatro di due guerre sanguinose; ad Adua muoiono a migliaia, la città passa da 30 mila agli attuali 150 mila abitanti.

Oggi Adua è il nostro teatro operativo in maggiore espansione, grazie a una collaborazione strategica con i Salesiani Don Bosco, guidati da un sacerdote vietnamita di straordinaria determinazione e visione.

* Il 10 febbraio 2026, l’esercito federale ha appena bombardato Mekelle, capitale del Tigray. Il rischio di guerra ci induce ad accelerare i progetti possibili.

Egg Hub

Alla data — febbraio 2026, il progetto GasMuha di punta è Egg Hub: una filiera integrata che parte da un’incubatrice da 5.000 uova/ciclo = 60.000 uova/anno.

  • Produzione centralizzata intensiva di polli, galline ovaiole, uova
  • Microcredito per duemila donne vulnerabili: subito cibo e commercio
  • Integrazione alimentare per 1.000 alunni delle scuole salesiane, oltre 5.000 in quelle pubbliche
  • Vendita diretta, utili reinvestiti e destinati all’acquisto di farina

Produzione. Microcredito. Nutrizione. Autofinanziamento. Autonomia.

Egg Hub Etiopia
Il team Gasmuha

Struttura e crescita

Negli anni si sono susseguiti 22 volontari italiani, una cinquantina haitiani, 7 tigrigni, 4 studenti di Homs. Oggi affrontiamo il momento di maggiore densità operativa, con una dozzina di volontari attivi e una rete di alleati esterni.

Partner istituzionali e industriali:

  • Industrie Pedrollo (donazione di pompe)
  • Missionari Scalabriniani
  • Automeca (gruppo industriale haitiano)

GasMuha sta aderendo al RUNTS, rinnova il Consiglio Direttivo, rafforza la governance e la comunicazione. Prevediamo una crescita stabile su progetti ambiziosi e modulari.

Ispirazione

Non ci definiamo “confessionali”, ma ci lasciamo giudicare da alcune parole di Gesù.

MT 9,13 — “Misericordia io voglio e non sacrifici”

MT 7,21 — “Non chiunque dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli”

LC 10,34 — “Gli si accostò, gli fasciò le ferite”

MT 25,36 — “Ero nudo e mi avete rivestito”

MT 19,22 — “Se ne andò rattristato, perché aveva molti beni”

MC 8,35 — “Chi vuole salvare la propria vita, la perderà”

Ispirazione
Empowerment

Empowerment

Lavoriamo come in una scuola guida: la comunità al volante, noi seduti accanto, pronti a intervenire. L’obiettivo è non intervenire. Accettiamo piccoli errori perché l’errore controllato è apprendimento.

Johnny non aveva mai visto una pompa artesiana né un acquedotto. Ha iniziato montando un raccordo, capendo un collegamento. Ha scoperto che poteva imparare. Oggi governa un acquedotto.

Se costruiamo tutto noi, resta un edificio. Se le persone progettano, discutono, sollevano pietre, sbagliano dosi di cemento, rifanno un passaggio, resta competenza.

L’empowerment è questo: attraverso il fare, scoprire di poter fare.

La povertà tende a comprimere questa convinzione. L’esperienza del fare la riattiva. Ed è capitale umano che resta. Le strutture si deteriorano, le competenze restano, abilitano lo sviluppo.

Impatto umanitario

Grazie a un impegno costante e a collaborazioni con le comunità locali, stiamo creando un cambiamento sostenibile nelle regioni più vulnerabili del mondo.

Soccorso d'emergenza

Soccorso d’emergenza

Coordiniamo la risposta immediata durante uragani, instabilità sociali e crisi umanitarie, consegnando cibo, medicinali e microcredito.

Impatto: oltre 2.000 persone aiutate quest’anno.

Sostegno alle scuole

Sostegno alle scuole

Sosteniamo scuole locali con risorse educative, nutrizione e supporto materiale. Realizziamo mense e miglioriamo le strutture.

Impatto: 12 scuole supportate, oltre 3.500 bambini.

Accesso alle cure sanitarie

Accesso alle cure sanitarie

La nostra clinica nella Gonâve occidentale garantisce presidio medico H24 per circa 16.000 persone.

Impatto: oltre 13.000 prestazioni sanitarie.

Accesso all'acqua potabile

Accesso all’acqua potabile

Installiamo pozzi, serbatoi, cisterne e acquedotti con sistemi di pompaggio solari.

Impatto: oltre 3.000 persone servite.

Agricoltura e allevamenti

Agricoltura e allevamenti

Gestiamo una banca delle sementi e sosteniamo allevamenti con infrastrutture locali.

Impatto: 200 agricoltori e 350 allevatori; +17% greggi.

Sviluppo abitativo

Sviluppo abitativo

Realizziamo abitazioni sicure per famiglie colpite da uragani, povertà e conflitti.

Impatto: oltre 20 vani abitativi e diversi edifici pubblici.

52
Villaggi aiutati
25K+
Vite sostenute
15
Anni di servizio
98%
Fondi ai programmi

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