Ciao Lisa, un buon anno a te.
Sto lavorando perché lo sia anche per Carline, madre in miseria nel nostro villaggio ad Haiti. Qui la fame è di casa per tutti, però anche i poveri hanno avuto paura per il clan di Carline, non hanno più nulla, neanche un ciuffo di insalata, nel quartiere temono che la morte aleggi, che verrà a prendersi qualcuno dei bambini – sperabilmente non la madre, che sarebbe anche peggio. Da qui la segnalazione ai notabili, la corrispondenza con me. Adesso le cose si muovono, abbiamo un preventivo e cerchiamo di chiudere. Il metodista Rodney è andato a trovarla di fronte a casa sua, in riva al mare. Le ha spiegato di aver discusso con Anouch, che sarei io, che forse, forse, qualcuno in Italia si sarebbe attivato. La reazione di Carline, per come la descrive Rodney, è stata tranquilla, quasi senza emozioni: Rodney dice che Carline ne ha passate troppe, è malnutrita e debilitata, non riesce a immaginare. Comunque è interessata, ovviamente.
L’idea è di evitare l’assistenza e invece intervenire una volta per tutte per cambiarle la vita, con un commercio. Il commercio pensato è quello delle bibite ghiacciate, che al villaggio va molto: chiunque può acquistare dei prodotti e rivenderli, ma quasi nessuno ha l’attrezzatura per abbassarli verso i zero gradi. Le bevande ghiacciate sono ambitissime. Il preventivo di Rodney è più elevato delle mie attese, speravo bastassero cinquemila dollari e invece ne servono settemila.
Per i lavori è stato valutato e scartato boss Renel (caro e inaffidabile), al suo posto è stato scelto boss Wilson, marito di Marlene, una nostra persona, boss Wilson è in grado di farlo velocemente e senza scherzi. Nenel, marito di Carline, andrà in collina a spaccare le pietre necessarie. Il nostro pickup le trasporterà.
Per i soldi, abbiamo due donatori che coprirebbero in parte. Vorrei iniziare i lavori settimana prossima.
Grazie e baci Janusz

